La febbre della Terra

"Clima impazzito", "La Terra ha la febbre", "La fine del mondo!"...e di contro:

"Contrordine: fa più freddo", "Dov'è finito il riscaldamento globale?", "Se il riscaldamento è globale, perché nevica?"...e così via. Sembra che i titoli dei giornali non vogliano mettersi d'accordo sul clima.
Ma tutti noi abbiamo avuto modo di notare strane situazioni climatiche: caldo torrido e afoso d'estate per più e più giorni; acquazzoni violenti e copiosi in primavera e in autunno; inverni miti alternati ad altri rigidissimi, con nevicate abbondanti e temperature polari.
È la situazione verificatasi quest'inverno: dal giorno dell'Epifania il nostro paese è stato bloccato da lunghissime nevicate e da un freddo glaciale per un numero di giorni molto inusuale per le nostre latitudini. E la primavera si sta facendo attendere: le giornate sono alquanto fredde,...ancora.
Sì, ancora, perché sappiamo benissimo cosa accadrà fra pochi giorni: passeremo dal freddo che ci costringe (a inizio maggio) ad indossare giubbotti invernali, a temperature ultra-estive che ci ridurranno a boccheggiare nelle nostre aule rendendoci difficili gli ultimi giorni di scuola, fatti di verifiche di tutti i tipi.

Ma la verità dove sta?

Ci stiamo avviando verso un riscaldamento o verso un raffreddamento globale?
Dall'osservazione dello scioglimento dei ghiacciai, l'evidenza che il sistema di raffreddamento della Terra "si stia rompendo" è innegabile. Ecco alcuni dati:
• Gli ultimi due decenni del XX secolo sono stati i più caldi degli ultimi 400 anni e probabilmente anche i più caldi in vari millenni, secondo molti studi sul clima. Il Comitato Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite (IPCC) riferisce che 11 degli ultimi 12 anni si collocano tra i periodi più caldi tra una dozzina di periodi caldi successivi al 1850.
• L'Artico è la regione dove gli effetti si sentono di più. Tra il 2000 e il 2004, le temperature medie in Alaska, nel Canada occidentale e nella Russia orientale sono salite del doppio della media mondiale, secondo un rapporto stilato tra il 2000 e il 2004 dal gruppo di studio multinazionale sulla Valutazione dell'Impatto Climatico sull'Artico.
• Il ghiaccio dell'Artico sta scomparendo rapidamente e la regione potrebbe vivere la sua prima estate senza ghiaccio già nel 2040 o anche prima. Gli orsi polari e le culture indigene di questa regione stanno già soffrendo a causa della diminuzione del ghiaccio dei mari.
• Gli eventi estremi climatici, quali incendi boschivi, ondate di caldo o tempeste tropicali devastanti stanno aumentando, secondo alcuni esperti.
Alcune zone della Terra, comunque, potrebbero addirittura godere di alcuni benefici dall'aumento delle temperature: alle medie latitudini una temperatura più mite favorirà l'agricoltura; diminuiranno le morti per freddo e così anche i costi economici per il riscaldamento invernale; l'aumento delle precipitazioni favorirà alcune regioni che soffrono di siccità (come l'Estremo Oriente) e lo sviluppo delle foreste.
Ma questi pochi benefici non compensano i possibili effetti negativi che già stiamo subendo.

La causa di tutto ciò è l'uomo?

"Molto probabilmente", scrive l'IPCC in un rapporto del febbraio 2007.
Questo rapporto, che poggia sul lavoro di circa 2500 scienziati di più di 130 paesi, arriva alla conclusione che la causa di tutto o comunque di buona parte dell'attuale riscaldamento del Pianeta sia l'uomo.

 Il riscaldamento globale causato dall'uomo è chiamato anche cambiamento climatico antropogenico.
Tutti i principali fattori ai quali si può attribuire lo scioglimento dei ghiacciai, legato al cambiamento climatico, sono legati alle attività dell'uomo. È vero che l'effetto serra è un fenomeno naturale, ma l'attività dell'uomo ne ha incrementato l'effetto, facendo pericolosamente aumentare la temperatura con conseguenze sull'equilibrio radioattivo e la partizione energetica superficiale terrestre.

Conseguenze

Questo è un probabile bollettino delle conseguenze dello scioglimento dei ghiacci nelle diverse regioni del pianeta:
I Poli
Nelle regioni polari l'impatto sarà più rapido e profondo. Geografia e caratteristiche della Penisola dell'Antartico, dell'Oceano del Sud e dell'Artico cambieranno.
Europa
Le regioni mediterranee saranno le più vulnerabili.
Nell'Europa del Sud l'estate si allungherà e l'acqua dolce disponibile diminuirà. Aumenteranno le differenze climatiche e ambientali fra le regioni del Nord e del Sud, vulnerabili alla siccità. La metà dei ghiacciai alpini scomparirà. Aumenteranno il livello dell'acqua nei fiumi in gran parte dell'Europa e il rischio di inondazioni sulle aree costiere, con pesanti conseguenze per il turismo, l'industria e l'agricoltura. In Italia il mare ingoierà le zone costiere formate da lagune e da foci dei fiumi. La produttività media diminuirà nell'Europa del Sud e dell'Est, mentre il Nord potrà contare su temperature più miti che favoriranno le colture agricole.
I Tropici
Ad essere colpite saranno soprattutto le regioni tropicali e sub-tropicali. Esse accuseranno diminuzione dei raccolti agricoli e della quantità di acqua disponibile, aumento dell'esposizione a malattie come malaria e colera, incremento delle morti causate dal caldo.
Gli eventi meteorologici estremi, che una volta erano concentrati quasi esclusivamente nell'area caraibica, si estenderanno in altre regioni del mondo: le alluvioni e le frane del Piemonte, della Liguria, della Sicilia, ne sono una conferma.
L'aumento delle ondate di caldo, spesso accompagnato da maggiore umidità e inquinamento, si farà sentire di più nei grandi centri urbani. I più esposti ai malori per il caldo e malattie generate dalle alte temperature saranno gli anziani e le persone più deboli.
Le inondazioni aumenteranno e così i rischi di annegamenti, di dissenterie e infezioni respiratorie.
Nel Terzo Mondo le inondazioni porteranno a carestie e malnutrizione.
Che fare?
Non siamo a casa nostra: non possiamo chiamare un tecnico o maledirlo perché ha fatto male il suo lavoro.
In questo caso i tecnici siamo noi, tutti noi; tutti responsabili della grande casa comune che è la Terra; tutti complici del riscaldamento globale. Ma anche tutti protagonisti di un colpo di reni che potrebbe cambiare le prospettive future.

Yassine El Achqar